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SEL Cesano Maderno | 21.4.11 |




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SEL Cesano Maderno | 21.4.11 |




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SEL Cesano Maderno | 20.1.11 |



Prova di post. E adesso dimmi che non sono un fottuto genio! ;-)

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SEL Cesano Maderno | 10.12.10 |




Rassegna Stampa redatta da SEL Cesano Maderno contenente le principali notizie sulla nostra Città pubblicate sul Cittadino - Valle del Seveso Sabato 18 Dicembre 2010, e firmate da Cristina Marzorati. Iniziamo con la Politica cittadina "Il Fli sbarca a Cesano con Fabio Busnelli":

Il Fli (Futuro e libertà per l'Italia) trova casa anche a Cesano grazie a Busnelli, ma l'ex presidente del consiglio comunale non c'entra nulla. A portare in città il partito di Gianfranco Fini è Fabio Busnelli, fratello di Franco Busnelli, che durante le ultime elezioni comunali provocò un vero e proprio scossone nel panorama politico locale sostenendo una dura campagna elettorale condotta dal candidato sindaco Ferruccio Crenna. «Al momento al Fli Cesano hanno aderito quindici persone - spiega Busnelli . Nessuno è nel mondo della politica, non ci sono consiglieri comunali, assessori o personaggi noti, semplicemente si tratta di gente comune, segno che la società civile si muove, esprime un malessere. Chi sostiene il nostro movimento, non si riconosce negli attuali partiti e magari da tempo non va a votare». Busnelli spiega poi la sua scelta personale: «Quello che vedo nella Seconda Repubblica non è edificante, è ora di darsi una mossa tutti quanti». Raccontando poi il suo percorso politico, rammenta il debutto a 23 anni nella Democrazia Cristiana, l'impegno tra i banchi del consiglio comunale cesanese negli anni Ottanta e Novanta e poi il ritorno nel 2009, quando, durante le elezioni comunali, Busnelli ha sostenuto la candidatura a sindaco di Ferruccio Crenna, oggi presidente di Unitre Cesano ma in passato ex primo cittadino. 

La campagna elettorale condotta fu molto dura, all'inizio in aspra antitesi a Paolo Vaghi, sindaco uscente, e poi sorpresa al ballottaggio Crenna scelse di appoggiare proprio il "nemico" Vaghi invece di Marina Romanò, candidata Pdl, che alla fine vinse comunque. «Un episodio dovuto a un incontro a Monza con i vertici della Lega e la stessa Romanò - spiega oggi Fabio Busnelli - la conoscemmo e capimmo che non sarebbe mai stata in grado di fare il sindaco a Cesano». Questo è il passato, il futuro di Fabio Busnelli è gettare le basi per la crescita della Fli a Cesano, partendo da giovani sostenitori come Domenico Mantella, 37 anni, dipendente nel settore delle telecomunicazioni e residente a Molinello, ma anche da Anna Mancuso coordinatrice Fli Monza e Brianza. «Non siamo il partito degli ex - dichiara decisa - il nostro è un atto di responsabilità personale, riconosciamo totalmente il Manifesto di Gianfranco Fini e siamo fedelissimi alle sue scelte». Anna Mancuso in consiglio comunale a Monza ha già detto addio al Pdl, fondando col collega Marco Monguzzi il Fli.


Passiamo al Consiglio Comunale di domani sera, con un articolo riguardante il primo punto all'ordine del giorno "Pedemontana, commissione in consiglio":

Un consiglio comunale in bilico fino all'ultimo per un argomento che scotta: la commissione Pedemontana. Sarà questo il primo punto all'ordine del giorno della seduta convocata per martedì 21 dicembre alle 20.30. La richiesta, com'è noto, è partita dai banchi dell'opposizione, ma ha trovato ampio sostegno in particolare trale file del Pdl, anche se qualcuno in casa Lega non vede di buon occhio una commissione che consenta ai componenti di partecipare ai tavoli istituzionali di Pedemontana. Si troverà l'accordo? La risposta a martedì. Il consiglio sarà preceduto dalla convocazione unitaria di tutte le commissioni consiliari per il bilancio di previsione. L'appuntamento è alle 18 e padrone di casa sarà l'assessore al bilancio Fabio Pometto, che illustrerà i fondi a disposizione per i singoli settori.


Affrontiamo ora il problema della crisi amministrativa a Cesano "La lettera «Crisi di governo» Oltolini: situazione arriva da lontano":

Il commento scritto la scorsa settimana dal nostro direttore Luigi Losa, sul terremoto in casa Pdl-Lega, non ha lasciato indifferente la politica cittadina. Celestino Oltolini, coordinatore lista civica "ViviCesano", in una lunga lettera interpreta in maniera differente i continui mal di pancia in maggioranza.
«Credo sia limitativo pensare che le ragioni del "malessere" siano solo addebitabili all'onda lunga dello tsunami che ha investito Desio con l'operazione Infinito che ha inferto un duro colpo all'ndrangheta» oppure a una presunta "vendetta del Pdl cesanese" per la scelta della Lega di Desio di contribuire alla caduta dell'arnministrazione di centrodestra. «A Cesano -continua Oltolini - le ragioni del malessere arrivano da più lontano. Il coordinatore della civica annota che l'alleanza Lega-Pdl non è nata sul territorio ma è stata imposta, voluta da personaggi esterni alla città per un desiderio di "conquista di un territorio", fino allora governato da esperienze di natura civica. Basti pensare che la "Lista Gigi Ponti" nel 1999 superò il 40 per cento dei consensi, esprimendo da sola 14 consiglieri comunali. Oggi è imbarazzante vedere che personaggi da sempre discussi e "chiacchierati", siano stati fra i più assidui frequentatori del Palazzo di piazza Arese. Sono stati Ponzoni & C. i protagonisti nella formazione della giunta con un Sindaco insicuro, con poca autonomia, poco "sereno e conciliante", più preoccupato per un impegno forse gravoso per le sue spalle. L'alleanza Lega-Pdl si è poco preoccupata di esprimere un "governo" e un "progetto per la città". 
In giunta c'è qualche persona professionalmente preparata, ma non basta. Manca il dialogo e mancano gli interlocutori. Inoltre la presenza di persone che "non appartengono" al territorio, indicate da mere logiche di partito, denuncia una profonda mancanza di trasparenza. Oggi la maggioranza Lega-Pdl in consiglio comunale può contare con certezza su 16 voti, compreso quello del sindaco, su 31. È una maggioranza composta da una parte dai rappresentanti "padani", che sono oggettivamente inadeguati a sostenere le ragioni del governo della città, dall'altra da una pattuglia di "giovani ciellini" più preoccupati a "smarcarsi dalle brutte figure", che stimolati a "farsi sentire"». Oltolini è un fiume in piena: «In questo contesto chi sta perdendo è la città. In attesa che altri trovino un po' di coraggio, l'amministrazione comunale continua «a navigare, ma da tempo ha avvistato l'iceberg, in troppi hanno suonato l'allarme, il capitano è ancora in grado di correggere la rotta prima del disastro?».


Infine, arriva il pensionamento per il messo comunale di Cesano Maderno "Dopo 35 anni in municipio Carbone va in pensione":

Dopo trentacinque anni di servizio, il messo comunale Francesco Carbone va in pensione. Cinquantasette anni, residente a San Bernardo, il dipendente comunale aveva iniziato il suo percorso professionale in municipio il 5 settembre del 1975 nel ruolo di operaio, poi, dal 1992, è diventato messo. Carbone ha lavorato per tanti sindaci, a stretto contatto in particolare col pubblico. E ora, a domanda precisa, risponde che nel suo cuore è rimasto soprattutto Gigi Ponti: «Il mio sindaco» commenta. Carbone però non lascia la vita sociale: di origini lucane, è vicepresidente dell'associazione "Campus Major".

Rassegne Stampa

SEL Cesano Maderno | 9.12.10 |




Rassegna stampa redatta da SEL Cesano Maderno con le principali notizie relative alla nostra Città apparse sul Giorno - Monza e Brianza dal 2 all'8 Dicembre 2010. Iniziamo dal 5 Dicembre a pagina 14, dove viene riportata la richiesta di dimissioni che abbiamo rivolto al Sindaco proprio da questo Blog «Chiediamo che il sindaco se ne vada. È incapace di proporre e mediare»:

Dopo la richiesta esplicita e diretta in aula da parte del consigliere dell’Italia dei Valori, Alessandro Scaglione, ora è il gruppo Sinistra Ecologia Libertà a chiedere, dall’esterno, le dimissioni del sindaco. «Dopo solo 18 mesi dall’elezione - si legge in un comunicato - il sindaco Marina Romanò e la sua Giunta possono contare sulla fiducia di solo 15 Consiglieri più il sindaco. L’opposizione, con l’eventuale appoggio del nuovo gruppo Futuro per Cesano, ha ora 15 voti. Se un solo altro consigliere passasse all’opposizione, quest’ultima potrebbe sfiduciare il sindaco: la coalizione Lega-PdL ha fallito. Colpa dei partiti ma anche e soprattutto colpa della totale incapacità di proposizione e mediazione del sindaco».


Facciamo un passo indietro e vediamo come Gabriele Bassani, il 4 Dicembre a pagina 13, racconta lo scontro nella maggioranza avvenuto all'ultimo Consiglio Comunale "Pdl, continua lo scontro interno":

Il Consiglio comunale di Cesano Maderno ha trovato, finalmente, un nuovo presidente, ma al contempo, il gruppo del Pdl (e forse anche la maggioranza) ha perso un altro componente. Apertura ricca di colpi di scena per il Consiglio dell’altra sera a Cesano dove i dubbi sulla compattezza della maggioranza Lega-Pdl e, soprattutto, sulla tenuta del gruppo del Pdl si sono addirittura rinforzati, dopo la dichiarazione con cui Franco Busnelli, presidente dimissionario, ha annunciato la sua adesione alla neonata formazione «Un futuro per Cesano». Tanto che il capogruppo del Pdl, Andrea Rovelli, con gesto di estrema sportività, riconosciuto anche dall’opposizione, ha preso atto delle difficoltà interne rimettendo il mandato nelle mani dei vertici del partito. Ma la seduta si era aperta con l’intervento a sorpresa della più giovane dei consiglieri comunali di Cesano Maderno, Jenny Tallarita: un discorso appassionato, che ha preso spunto dalle critiche e dai dubbi suscitati dalla sua assenza alla seduta precedente. «Sono una studentessa al primo anno di università a Bergamo con obbligo di frequenza, ho solo fatto tardi», ha tranquillizzato prima di scagliarsi contro «chi cambia partito come un paio scarpe», gridando «vergogna» e annunciando la sua fedeltà assoluta al Pdl e a Silvio Berlusconi. 
«Peccato non aver sentito un’uguale dichiarazione d’amore verso il sindaco e la Giunta di Cesano Maderno», l’ha punzecchiata dai banchi d’opposizione Paolo Vaghi. Prima di lui Busnelli, annunciando la sua uscita dal Pdl, ha parlato di «disagio all’interno del gruppo», mentre Rovelli, dopo l’autocritica si è rivolto al sindaco usando l’immagine non proprio rassicurante del Titanic. «Abbiamo suonato l’allarme, vediamo l’iceberg, il capitano è in grado di modificare la rotta? Dimostri questa capacità o ne tragga le conseguenze». Intervento che ha fornito un assist alle opposizioni per incalzare il sindaco, affinchè prendesse posizione o, come il consigliere dell’Idv, Alessandro Scaglione, con l’invito a dimettersi. «Non ho ancora capito - ha detto il sindaco Marina Romanò - cosa contestino a questa Giunta gli ex assessori Santoro e Scolari che hanno formato il nuovo gruppo dopo che in Giunta hanno approvato le delibere di bilancio e sulle tariffe, così come hanno fatto in consiglio Busnelli e Ceccarello che oggi hanno aderito a Un futuro per Cesano. L’opposizione fa troppa dietrologia, dovreste farvi tutti un’esame di coscienza».


Sempre Gabriele Bassani, il 5 Dicembre a pagina 14, descrive ulteriormente i problemi dell'alleanza Lega-Pdl a Cesano "Ormai è diventata una telenovela. Pdl e Lega decidano se continuare":

Superato l'ostacolo dell’elezione del nuovo presidente del Consiglio e incassata un’altra clamorosa defezione, come è quella dell’ex presidente Franco Busnelli, il Pdl di Cesano Maderno prova ad affrontare l’ennesima crisi interna. Di questo ormai bisogna parlare e lo ha fatto correttamente il capogruppo in Consiglio Andrea Rovelli, prima di rimettere il suo incarico nelle mani del partito e dopo aver parlato di «uno stillicidio di defezioni, un’emorragia nel gruppo che fa ormai del Consiglio comunale di Cesano Maderno una soap opera meglio di Beautiful». In fondo, i problemi all’interno del Pdl cesanese si sono manifestati fin dall’insediamento della nuova giunta Lega-Pdl nel luglio del 2009 ma si sono andati via via intensificando fino allo scossone del maggio scorso che ha portato al rimpasto dell’esecutivo, con il siluramento di 3 assessori, per poi riacutizzarsi in questi ultimi giorni, con l’abbandono definitivo di Busnelli e la nascita del gruppo “Un futuro per Cesano” che rischia di trovare presto nuove adesioni e di mettere concretamente in difficoltà la maggioranza al voto, come dimostrato già nell’ultimo consiglio. 
Daniele Ceccarello (ex Pdl) e Domenico Cannizzaro (ex Pd), che per primi hanno aderito al nuovo gruppo, sono rimasti assenti durante la votazione del nuovo presidente del Consiglio, per entrare subito dopo e mandare un primo segnale che si è rafforzato al momento di votare la mozione presentata dalle opposizioni sulla tracciabilità dei prodotti tipici dell’agricoltura dei Paesi del Sud del mondo, quando il nuovo gruppo ha subito appoggiato l’iniziativa creando un momento di sbandamento all’interno della maggioranza che, dopo un primo intervento contrario della Lega, ha deciso di sostenere il documento approvato anche dalla Provincia di Monza e Brianza. «I numeri diventano sempre più importanti, ora, ad ogni votazione ci si conta», commentano dalle opposizioni. «Se per il capogruppo del Pdl questa maggioranza è un Titanic senza comandante, per noi di Vivicesano – dichiara il capogruppo Alberto Vaghi – è un’orchestra senza direttore dove ogni maestro suona quel che gli pare». Il sindaco ha provato ancora una volta a minimizzare, ma Andrea Rovelli ha invitato apertamente Pdl e Lega a riflettere su “come” proseguire, invitando anche a considerare l’opzione “se”.


Veniamo alle incheste sulla 'ndrangheta, con Alessandro Crisafulli il 4 Dicembre alle pagine 2 e 3 "Sequestrate le ville e i terreni della ’ndrangheta":

Il sostituto procuratore di Monza Salvatore Bellomo, uno degli artefici principali dell’inchiesta «Infinito» contro la malavita organizzata, lo aveva detto a chiare lettere lunedì sera, in Villa Tittoni, durante l’incontro promosso dal Pdl e intitolato «Sconfiggiamo la ‘ndrangheta»: «Per questa gente la galera è solo un incidente di percorso, come può essere per Ronaldinho ledersi un menisco: sanno che poi torneranno fuori e ricominceranno con i loro affari. Il vero modo per colpirli è il sequestro dei beni, sapete cosa significa per uno di loro vedersi sequestrata la villa in centro città, simbolo del potere e dell’arroganza, e magari vederla trasformata in caserma dei carabinieri?». E sicuramente, quando ha pronunciato queste parole, sapeva già cosa sarebbe successo nei giorni a seguire, con il sequestro di un bel gruppone di beni intestati ad affiliati alla ‘ndrangheta finiti in manette proprio con l’operazione di luglio. Case, terreni, box, negozi, in Brianza, per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro. Un’operazione messa a segno dalla Guardia di Finanza, a seguito di capillari accertamenti sui patrimoni dei soggetti arrestati, dopo che tutto il lavoro preparatorio è stato svolto dai carabinieri del Gruppo di Monza e delle Compagnie di Desio e Seregno. Si tratta di «sequestri preventivi», cioè fatti dopo aver verificato delle evidenti discrepanze fra quanto dichiarato dai soggetti e quanto in realtà posseduto. Discrepanze che fanno ipotizzare che sotto ci sia l’utilizzo di proventi illeciti, fino a prova contraria. Sono undici, in particolare, i beni sequestrati a membri della ‘ndrina di Desio: il più colpito è Natale Marrone (che non è l’ex consigliere comunale del Pdl, bensì l’omonimo arrestato), che si è visto «blindare» una mega villa a Cesano Maderno, in via Verbano 1, di 14 locali oltre ai servizi. 
A Desio, invece, un rustico prefabbricato in via Lampugnani 4 e una porzione di capannone in via Milano 89, infine a Seregno un altro capannone in via Marsala 30. Anche il fratello Ignazio Marrone si è visto sequestrare una casa in via Pallavicini 54 di Desio e una in via Podgora di Cesano Maderno. A Domenico Pio sono stati bloccati due immobili: un magazzino in via Galilei di Seregno e un terreno a Desio. Ad Antonino Tripodi è stata sequestrata una villa in via Rossini 57 di Seregno, mentre a Giuseppe Sgrò un semplice appartamento di due locali in via Della Liberazione di Cesano. Infine, a Francesco Di Palma è stata bloccata una casa in via Edison di Seregno. Spetterà adesso ai diretti interessati cercare di dimostrare che sotto non ci sono soldi illeciti, ma che i beni sono stati acquistati, per ipotesi, con una vincita al superenalotto o sono frutto di una qualche eredità. Questa ondata di sequestri va ad aggiungersi a quelli fatti subito dopo l’operazione di luglio, quando in particolare furono sigillate alcune abitazioni e alcuni conti correnti riconducibili a Domenico Pio, uno dei pezzi grossi del «locale» cittadino.


Infine Stefania Totaro, il 4 Dicembre 2010 pagina 2 "Verso la richiesta di giudizio immediato e il maxiprocesso":

Potrebbe concludersi con una richiesta di giudizio immediato la vicenda giudiziaria relativa maxinchiesta della Dda di Milano sulla ’ndrangheta in Lombardia che il 13 luglio scorso ha portato all’arresto di 160 persone (una cinquantina i brianzoli) su ordine di custodia cautelare in carcere del gip del Tribunale di Milano Andrea Ghinetti.Con il giudizio immediato si salterebbe l’udienza preliminare e si andrebbe direttamente a un maxiprocesso per associazione a delinquere di stampo mafioso che verrà celebrato con tutta probabilità in un’aula bunker davanti al Tribunale di Milano per competenza con la Procura della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano a rappresentare la pubblica accusa.Intanto però si attende il 20 gennaio per il deposito della perizia sulla trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ambientali.A dare un’idea della complessità del procedimento penale è già bastata l’udienza per il conferimento della perizia di trascrizione delle intercettazioni lo scorso ottobre. L’udienza era fissata per le ore 9 nell’aula bunker di San Vittore, ma non è iniziata prima delle 11 nell’attesa che arrivassero dalle carceri di mezza Italia tutti i detenuti ed erano quasi tutti quelli che non hanno rinunciato a comparire. Poi ci sono volute oltre 3 ore soltanto per fare l’appello di tutti i 160 indagati, per prendere nota per ognuno della loro presenza o assenza, del carcere di provenienza e del rispettivo difensore. Infine il gip Andrea Ghinetti ha dato spazio alle eccezioni preliminari sulla questione del conferimento della perizia (fortunatamente soltanto un difensore l’ha presentata) e c’è voluta un’ora al giudice per respingerla con le motivazioni. Erano le 19 circa quando l’udienza è stata chiusa. Ora per i difensori è caccia ai consulenti di parte che conoscano i dialetti calabresi di cui sono piene le intercettazioni.

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SEL Cesano Maderno | 29.11.10 |



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